L'abside di Notre-Dame, Parigi, 1854, Charles Meryon, Rijksmuseum, Public Domain Mark

Un simbolo nazionale con un passato drammatico

Da quando la costruzione di Notre-Dame de Paris è iniziata, quasi mille anni fa, la cattedrale è diventata un’icona del paesaggio parigino e un simbolo della Francia. La sua storia rappresenta uno spaccato degli avvenimenti francesi: ha assistito alla rivoluzione e ai tanti disordini politici, è stata profanata, restaurata e rimaneggiata molte volte. L’incendio che ha devastato il tetto, la guglia e la parte superiore di Notre-Dame, il 15 aprile 2019, è stato l'ultimo drammatico episodio della sua lunga storia.

Questa antica e topograficamente precisa rappresentazione della Parigi medievale raffigura anche la cattedrale di Notre-Dame. È tratta dal Libro d’Ore di Étienne Chevalier, uno dei manoscritti miniati più famosi del XV secolo. Fu dipinta da Jean Fouquet, artista di corte dei re Carlo VII e Luigi XI, per il tesoriere della Francia.

Nel paesaggio illustrato in questa pagina, Notre-Dame spicca tra gli altri famosi monumenti dell'Île de la Cité, come la guglia di Saint-Chapelle e il Pont Saint-Michel.

Ben prima che i lavori nella cattedrale di Notre-Dame fossero completati, intorno al 1350, questo monumento era già luogo di celebrazioni e grandi eventi nazionali. Nel 1214, il re capetingio Philippe Auguste celebrò la vittoria militare contro John Lackland, Duca d'Aquitania, Normandia e Re d'Inghilterra, con una messa Te Deum a Notre-Dame. Le dimensioni e la grande capienza della cattedrale la rendevano perfetta per eventi prestigiosi come funerali e battesimi principeschi.

L'avvento della Rivoluzione francese e la Dichiarazione per cui il cattolicesimo non era più la religione di Stato gettarono nel caos Notre-Dame. Molte delle sue statue furono distrutte, suppellettili e arredi furono saccheggiati e l'edificio cadde in un periodo di decadimento e abbandono.

Il Concordato del 1801 firmato da Napoleone Bonaparte e Papa Pio VII ripristinava il cattolicesimo come religione della maggior parte del popolo francese (sebbene non fosse la religione di Stato) e segnò un punto di svolta nelle sorti di Notre-Dame. Un Te Deum fu celebrato a Notre-Dame il 10 aprile 1802 per la proclamazione del concordato e Bonaparte stesso la scelse come luogo della sua incoronazione nel 1804, come raffigurato nel famoso dipinto di David (sopra).

Notre-Dame di Parigi è certamente ancora oggi un maestoso e sublime edificio. Ma, per quanto bella si sia conservata col passare del tempo, è difficile non sospirare e non indignarsi di fronte alla degradazione e alle innumerevoli mutilazioni che il tempo e gli uomini alternativamente hanno inferto al venerabile monumento. Notre-Dame de Paris, 1831. Victor-Marie Hugo (1802–1885)

Polemiche sulla ristrutturazione del XIX secolo

Sotto la Monarchia di luglio (1830-1848), ci fu una trasformazione della politica culturale. Gli edifici e i monumenti dell’Ancien Régime come la Reggia di Versailles e il Louvre furono presi in carico per progetti di restaurazione e conservazione. Nel 1830 fu istituita la posizione di Ispettore generale dei monumenti storici, incaricato di classificare e valutare i lavori di ristrutturazione degli edifici.

Nel 1844, i giovani architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste-Antoine Lassus vinsero un concorso per il restauro di Notre-Dame. II lavori durarono 25 anni (Lassus morì nel 1857) e gli interventi di restauro - che comprendevano la ricostruzione della guglia e della sacrestia, e la produzione di nuove sculture, vetrate e campane - basati su nozioni contemporanee di artigianato medievale, sono ancora oggi fonte di controversie.

Restauro. Sia la parola che l’azione in sé sono moderne. Ristrutturare un edificio non significa conservarlo, ripararlo o rifarlo, bensì ricostruirlo completamente come mai fatto fino a quel momento. Eugène-Emmanuel Viollet-le-Duc, "Restauro", in Dictionnaire raisonné de l'architecture française du XIe au XVIe siècle, Parigi, B. Bance, 1866, t.VIII, pp. 14-34.
Scultura della Vergine col Bambino, Notre-Dame, Parigi, 1853-1854, Auguste Mestral, Metropolitan Museum of Art, CC0
Scultura della Vergine col Bambino, Notre-Dame, Parigi, 1853-1854, Auguste Mestral, Metropolitan Museum of Art, CC0

Le nuove statue commissionate da Viollet le Duc includevano la scultura della Vergine e del Bambino di Adolphe Victor Geoffroy-Dechaume, raffigurata in questa bellissima fotografia di Auguste Mestral.

Conservata negli archivi Geoffroy-Dechaume del Metropolitan Museum of Art, è descritta e descritta così da uno dei suoi curatori:

"Il rinnovato interesse della metà del diciannovesimo secolo per il passato medievale francese ha portato al restauro, a volte concreto, a volte fantasioso, di molti dei monumenti più importanti della nazione.

Nella fotografia di Mestral, proveniente dagli archivi Geoffroy-Dechaume, le figure celesti sono poste a terra sul cantiere; poco dopo, sarebbero state elevate in una posizione centrale sulla facciata ovest, sopra il portale principale e davanti al rosone".

Un giorno buio per Notre-Dame

Sin dal restauro supervisionato da Viollet-le-Duc, Notre-Dame è in uno stato quasi costante di ristrutturazione, conservazione e pulizia. Dall'inizio di questo secolo, la cattedrale è stata minacciata dal terrorismo e dall'erosione, causata dall'inquinamento atmosferico e dall'acqua piovana. Nel 2017, vennero stanziati circa 150 milioni di euro per un ampio programma di ristrutturazione - prima dell'incendio che l’ha devastata il 15 aprile 2019.

L’incendio (la cui causa rimane incerta) è scoppiato sotto il tetto di Notre-Dame diffondendosi rapidamente, e distruggendo infissi interni in legno e vetrate colorate. Quando il fuoco si spense, nove ore dopo, aveva già consumato la guglia della cattedrale e gran parte del tetto.

All'indomani dell'incendio, il presidente francese Emmanuel Macron si è impegnato a restaurare Notre-Dame e ha lanciato una campagna di raccolta fondi internazionale. Al momento della stesura, si stima che il restauro possa richiedere più di 20 anni.

Fire at Notre-Dame de Paris, April 15 2019, LeLaisserPasserA38, Wikimedia Commons, CC BY-SA
Fire at Notre-Dame de Paris, April 15 2019, LeLaisserPasserA38, Wikimedia Commons, CC BY-SA

Una Notre-Dame per il ventunesimo secolo

Il primo ministro francese Edouard Philippe ha recentemente annunciato un concorso di architettura per progettare la nuova guglia di Notre-Dame, chiedendo un’idea dal design innovativo 'che si adatti alle tecniche e alle sfide della nostra era'.

Ispirati dalla sfida di ricostruire Notre-Dame, tanti architetti, designer ed esperti di restauro sono a lavoro per proporre nuove tecnologie e idee. L'azienda olandese CONCR3DE ha presentato una proposta innovativa per combinare vecchi materiali e nuove tecniche nella ricostruzione di Notre-Dame. Il progetto prevede l’uso di un mix di calcare e cenere per stampare vari elementi, come ad esempio le statue, direttamente in 3D.

Questo esempio mostra come le nuove tecnologie possano aiutare a superare le problematiche relative a risorse, manodopera qualificata e scarsità di materie prime.

Nel caso di Notre-Dame, molti benefici verranno dal lavoro di Andrew Tallon il compianto professore associato di arte del Vassar College, che ha aperto la strada all'uso della tecnologia laser e delle tecniche avanzate di imaging. Tramite l’uso di fotocamere sferiche a 360° trasportate da droni,Tallon ha scansionato in digitale Notre-Dame dal 2015 fino alla sua morte, avvenuta nel novembre 2018. Generando oltre un miliardo di punti dati, il lavoro di Tallon ci assicura un quadro dettagliato della cattedrale prima dell'incendio.

Modello 3D di Notre-Dame, Andrew Tallon, Vassar College, Columbia University, In Copyright
Modello 3D di Notre-Dame, Andrew Tallon, Vassar College, Columbia University, In Copyright

Le tecnologie 3D hanno molte applicazioni pratiche nella salvaguardia del patrimonio culturale: impiego online, ricerca accademica, tutela e conservazione, senza contare le innovazioni che ci riserva il futuro. Ad esempio, il progetto Time Machine mira a utilizzare le tecnologie digitali per realizzare presentazioni 3D di monumenti e intere città, consentendo un’esplorazione di questi luoghi nel corso della storia.

Le organizzazioni a tutela del patrimonio culturale stanno unendo le forze e adottando nuove tecnologie per preservare e condividere informazioni sul nostro delicato patrimonio condiviso. Digitalizzando le loro preziose collezioni e mettendo i dati a disposizione degli esperti di conservazione, musei, biblioteche e archivi, contribuiscono alla salvaguardia dell’eredità culturale. Di fronte alle complesse sfide odierne, questo compito sembra più necessario che mai.

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