Leonardo non ebbe mai l’opportunità di provare il suo sistema di colata: nel 1494 l’invasione di Carlo VIII di Francia spinse Ludovico il Moro a impiegare il bronzo originariamente destinato alla fusione del monumento al Duca di Ferrara per fondere cannoni. Da questo momento in poi il progetto rimase in sospeso.

Gli eventi politici e militari -che culminarono con l’occupazione francese di Milano del 1499 e la successiva caduta degli Sforza- purtroppo impedirono il completamento del progetto. Leonardo non ebbe più la possibilità di testare il suo sistema di fusione. Il 9 e 10 settembre 1499 le truppe francesi guidate dal Maresciallo Gian Giacomo Trivulzio irruppero a Milano e distrussero il colossale modello in argilla che probabilmente si trovava in un terreno di proprietà di Leonardo nei pressi del Monastero di S. Vittore, in cui si pensa fosse stata installata la fonderia.

Dopo aver sviluppato per più di sedici anni il processo per la costruzione della forma di fusione e il metodo per la colata a forni multipli, Leonardo fu costretto ad abbandonare il progetto.

L'ultimo atto della vicenda del monumento equestre a Francesco Sforza si ha nel 1501 quando Ercole I d'Este -forse spinto dello stesso Leonardo- attraverso il suo ambasciatore a Milano Giovanni Valla, fa richiedere le forme di fusione del cavallo al reggente del governo francese Georges d'Amboise. La richiesta non ebbe seguito e delle forme, così come della fonderia di Leonardo, si perse memoria.

Alcuni anni più tardi, nel 1508, Leonardo fu incaricato del progetto di un altro monumento equestre che doveva rappresentare il Maresciallo Gian Giacomo Trivulzio. Dal preventivo, redatto in maniera puntuale, e dall'unico foglio dedicato alla tecnica di fusione, apprendiamo che Leonardo aveva intenzione di adottare lo stesso sistema di fusione concepito per il cavallo Sforza. Anche questa scultura però non venne mai realizzata.