Come molti dei progetti di Leonardo gli studi per la realizzazione del monumento Sforza sollevano grande interesse e passione sia negli studiosi che nel grande pubblico. Due progetti intrapresi tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta del secolo scorso hanno cercato di realizzare il monumento ideato e mai compiuto da Leonardo. Il primo è stato condotto sotto la direzione di Hidemichi Tanaka e presentato nel 1989 nella città di Nagoya in Giappone.

Il secondo progetto è stato realizzato negli Stati Uniti dall’artista Nina Akamu, grazie alla sponsorizzazione dell’ex pilota dell'aviazione Charles Dent. Il colossale cavallo è stato fuso in due esemplari, il primo dei quali è stato inaugurato a Milano nel 1999 dove tutt'ora si trova ancora nel piazzale di fronte all’ippodromo di San Siro.

Non esistendo un disegno definitivo del monumento, entrambe le ricostruzioni si sono focalizzate sulla morfologia e sull'andatura del cavallo, cercando di desumerle dai tanti disegni che Leonardo dedica allo studio del cavallo. Nel progetto di Nagoya City, pur in mancanza di una specifica documentazione, è stato riprodotto anche il cavaliere, basandosi su delle opinabili similarità con gli studi di Leonardo per il monumento equestre di Gian Giacomo Trivulzio (1440/1-1518). In entrambi i casi, la ricostruzione del monumento non è stata sviluppata dal punto di vista delle tecniche di fusione ideate da Leonardo.