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busto maschile

cammeo

L'opera è ricordata per la prima volta nell'inventario redatto da Sebastiano Bianchi nei primi primi decenni del XVIII secolo. Il Migliarini ritiene il cammeo una copia dall'antico, eseguita da "un valente artefice" del XVIII secolo, e lo pone in relazione con un altro esemplare della stessa raccolta raffigurante una testa di Ercole (inv. Gemme del 1921, n. 47).