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Kinetichrome

Expansion

Figure geometriche

opera d'arte applicata

Il quadro luminoso ha una forma quadrata e un oblò di apertura centrale che serve per la visione. Contiene una fonte luminosa e due polarizzatori con controllo elettronico per permettono la sovraimpressione delle immagini mentre gli 'slides' cambiano. La parte frontale del quadro si presenta simmetricamente divisa e contiene all'interno due rettangoli inseriti uno nell'altro. Una striatura zighirinata e piriforme, tripartita, è presente al centro. Il mutare del colore e dell'intensità luminosa fa sì che i rettangoli e le diverse sezioni di cui sono caratterizzati assumano colore diverso che varia dal giallo, al rosso, al verde fino alle gradazioni tenui blu-violacee. L'intelaiatura che contiene tutta l'installazione è in metallo grigio.


L'opera è molto vicina a 'Light Years' (v. NCTN 1700168573) per la ripresa di elementi geometrici che s'intersecano. Potremo considerarla, grazie anche alla sua datazione, una sua anticipazione, considerando il numero inferiore degli elementi geometrici presenti e la sua strutturazione. Le dimensioni sono comuni a tutte le sue opere cinetiche, 50x50x13, mentre l'apertura visiva dello schermo è un compromesso fra la forma circolare e quadrata. La forma dello schermo è importante in quanto, secondo Elisabetta Ronchini, "viene concepito come spazio in cui si verifica il movimento" (v. Friscia, 1998, pp. 24; 26). Il termine stesso Kinetichrome deriva dalla combinazione di due parole "kinesis" e "kromos" ossia movimento e colore. Le forme virtuali create da Albert Friscia catturano l'occhio e la mente, determinando, infatti, un coinvolgimento psicologico totale. Gli effetti dinamici non subiscono bruschi arresti, sono costanti e pacati: le forme e i colori trasparenti variano lentamente. Lo stato d'animo che ne scaturisce è sereno, un senso di appagamento interiore subentra al momentaneo annullamento di se stessi. L'opera cinetica di Friscia è alla base di una ricerca proveniente, sicuramente, dalle suggestioni ricevute dal cinema attraverso le proiezioni a colori di Thomas Wilfred, viste dall'artista a New York negli anni '30. Le opere donate dalla signora Lidia Di Bello sono state notificate il 01/03/2000 con il seguente provvedimento: 'Repertorio n. 62/00', estremi del provvedimento 2000/02/10.