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reliquiario antropomorfo

IL RELIQUIARIO E' OPERA IMPORTANTE PER LA STORIA DELL'OREFICERIA ABRZZESE,PER IL FATTO CHE E' DATATO E FIRMATO DA UN ARTISTA TERAMANO. CIO' ATTESTA LA PENETRAZIONE AVVENUTA DA TEMPO DELLA CULTURA GOTICA E LA SUA RIELABORAZIONE IN TERRA ABRUZZESE, AD UN ALTO LIVELLO DI PRODUZIONE ORAFA,E SECONDO SCUOLE LOCALI, INFLUENZATE SENZ'ALTRO DAI MODI PORTATI A NAPOLI DA ORAFI SENESI E DA ARTISTI D'OLTRALPE, MA DOTATE DI PROPRIA TRADIZIONE EDI PECULIARE PERIZIA TECNICA. IL RELIQUIARIO E' OPERA DI BARTOLOMEO DI SIRPAOLO DA TERAMO E DATATO 1394. A TALE ARTISTA LA CRITICA HA SEMPRE ATTRIBUITO ANCHE IL CALICE DI CESACASTINA, DATATO DAL PICCIRILLI AL 1416. ATTUALMENTE, PERO' STEFANO GALLO E' TORNATO SULLA TRASCRIZIONE (ERRATA) CHE PICCIRILLI FECE DELL'ISCRIZIONE DI QUEL CALICE, CONCLUDENDO CHE LA DATA DELLA SUA ESECUZIONE E' IL 1426, COME GIA' RILEVATO DAL FIORAVANTI NEL 1883, E CHE IL NOME DELL'AUTORE RIPORTATO SUL CALICE E' BARTHOLUMUCU. TRENTADUE ANNI SAREBBERO VEROSIMILMENTE TROPPI PER GIUSTIFICARE LA COMUNE AUTOGRAFIA DEGLI OGGETTI; E, INOLTRE, BARTHOLOMUCU SAREBBE UN DIMINUTIVO DI BARTHOLOMUCIUS "DOVUTO, SECONDO LE USANZE DEL TEMPO, ALLA PERMANENZA DEL NONNO O DEL PADRE, RECANTI IL MEDESIMO NOME" (GALLO, 1991, P. 319). RICONOSCERE LA DIVERSITA' GENERAZIONALE FRA GLI AUTORI DEI DUE OGGETTI CONFEMEREBBE L'ESISTENZA DI BOTTEGHE ORAFE TERAMANE, DI CUI, TUTTAVIA, E' DIFFICILE RICOSTRUIRE LA STORIA.


PIEDE A BASE MISTILINEA, CESELLATO A MOTIVI VEGETALI E FINEMENTE TRAFORATO, SECONDO LO STILE GOTICO. IL BRACCIO E' MOVIMENTATO DA TORTUOSE LINEE CHE IMITANO IL PANNEGGIO DELLAMANICA, LA QUALE TERMINA CON UN ELEGANTE MERLETTO, SU CUI CORRE UN'ISCRIZIONE. LA MANO, IN ATTO BENEDICENTE, STRINGE LA PALMA DEL MARTIRIO.