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anfora

Quest'anfora è attribuibile ad un Maestro arianese dalle buone capacità decorative operante tra il XIX e il XX sec. Tale decoratore, ancora non individuato, fu, se si può così dire, seguace del Maestro di Pulcinella, operante nel XVIII sec. e così battezzato dal Donatone, per la preferenza nello scegliere i suoi soggetti e per la maschera di Pulcinella raffigurata su molti oggetti a lui attribuiti. Probabilmente, dono del sig. T. Alterio.


L'anfora poggia su di una larga base circolare priva di zoccolo. Il corpo vascolare è appena schiacciato in corrispondenza delle due facce. In alto, dopo una improvvisa rastrematura, ha inizio il collo largo e breve a rocchetto. Dall'orlo della larga brocca, forse un giorno dotata di coperchio, partono le due anse larghe e costolate terminanti sulla parte più pronunciata della pancia in due volute. Su di una faccia il decoratore ha rappresentato un leone con la testa rivolta all'indietro, con la schiena arcuata e con la coda all'insù. Il collo è abbellito con un reticolo romboidale racchiuso in due linee. Inoltre il leone è affiancato da due alberi a tre ciuffi. L'intera decorazione è in blu cobalto.