You're viewing this item in the new Europeana website. View this item in the original Europeana.

Abruzzi

"Le mie ultime cose sono diverse - aperte e opache come mi allontano da Roma per brevi escursioni - paesaggi -  vivaci, indistinti, oro argento e verdi teneri - le montagne dell'Abruzzo"; "non sono più i palazzi a farmi innamorare - sto passando ai paesaggi". Questi brani da una lettera all'amico Blagden fanno evidente  riferimento ad Abruzzi che, con tutta probabilità, fu eseguito tra il marzo e il maggio di quell'anno. L'opera fa dunque immediatamente seguito alla ricchissima stagione romana dipinta nell'inverno '50/'51. La scelta di una veduta naturale - esauritesi ormai le suggestioni architettoniche e monumentali - induce l'artista a una pittura più libera e informale, che dà luogo a una tipica composizione all-over: il tessuto cromatico molto stratificato, ove sono presenti i consueti sgocciolamenti di smalto nero, è movimentato dalla trama metallica delle incisioni.