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Providence (The Port) (b)

Congdon, appena ritornato alla città natale, sembra volerla celebra in due vedute che evocano nella tecnica e nello spirito la magia degli acquarelli kleeiani. La seconda versione (b) appare alquanto diversa dalla prima (a), e ancor più sensibile alla lezione kleeiana: gli elementi architettonici, ridotti a scarabocchi quasi infantili, tendono a sparpagliarsi sulla superficie accennando a quella che Greenberg in quegli stessi anni definiva come all over composition. La dissociazione contrappuntistica di macchie di colore e segno grafico è un tratto stilistico che anticipa il linguaggio maturo di Congdon, precisamente la sua caratteristica dialettica di masse di colore e incisioni.