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vaso

La nicchia risulta già rotta in due pezzi e con molte cadute di smalti, nell'inventario del 1825. Essa era pervenuta agli Uffizi dalla Guardaroba di Palazzo Pitti (SBAS FI, Filza IV, 1771, fasc. 25). Il vaso era stato riprodotto intorno al 1855 dall'orafo tedesco di Hanau Georg Carl Backes (1819-1890) in un afilza di schizzi donata all'accademia del disegno per orafi di Hanau, dove si conserva attualmente. La bizzarra montatura con la presa a forma di dragone, i mascheroni sul piede ed all'attacco del labbro, e gli sgargianti colori degli smalti ricordano le opere dell'orafo francese Pierre Delabarde risalenti al terzo decennio del XVII secolo.


Coppa di cristallo di monte a forma di nicchia dal corpo striato. Poggia su di un balaustro, con quattro cartelle ovali intagliate. Il piede rotondo è bordato da una fascia d'oro smaltato con un mascherone fuso, applicato sul bordo in corrispondenza della soprastante montatura d'oro. Qusta congiunge la base della coppa al labbro, legandosi ad esso con un motivo a voluta, verso l'interno, ed un mascherone verso l'esterno, dalla cui testa parte il collo di un drago che funge da presa e da beccuccio, dalla bocca del mostro esce infatti un cannellino che, passando attraverso la montatura d'oro, si ricongiunge al corpo del vaso, attraverso un foro.