You're viewing this item in the new Europeana website. View this item in the original Europeana.

vaso

L'esecuzione del vaso risale al periodo in cui le botteghe per la lavorazione delle pietr dure si trovavano ancora nel Casino di S. Marco, come attesta la data del 1583, incisa sotto il piede. Si tratta di unraro caso di cui è noto anche il disegno preparatorio, (G.D.S.U., Orn. n. 694) ed il nome dell'orafo Jacques Bylivelt, autore della montatura, che fu consegnata alla Guardaroba il 16 maggio 1584. Il vaso risulta nella Tribuna degli Uffizi già dal 1589 e vi rimase fino alla seconda metà del XVIII secolo; dal 1769 risulta infatti esposto nella sala dell'Ermafrodito, mentre dal 1784 agli inizi del XX secolo è descritto nella Sala delle Gemme agli Uffizi.


Fiasca composta da cinque pezzi di lapislazzuli (coperchio, due per il collo, corpo e piede). Le prese hanno la forma di due sensuali sfingi alate con parte del corpo e il volto d'oro smaltato. Nello stesso metallo sono realizzati pure il collarino del collo, il bordo del coperchio, il nodo di raccordo con il fusto e l'ornamento che cinge il piede. Sul corpo della fiasca corre una fascia liscia delimitata da due cornici rilevate e bombate. Sul piede è inciso lo stemma mediceo con le iniziali "FM".