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Giunone

La finta nicchia dipinta sulla destra della parete orientale della Sala dei Cavalli ospita al suo interno la raffigurazione di una statua di Giunone. La dea è qui accompagnata da un pavone, sui consueto attributo iconografico. La parte superiore della nicchia ha l'aspetto di una conchiglia, inserita in un arco. Ai lati di questo due specchiature in finto marmo. La nicchia è attraversata dal cornicione modanato che corre a mezza altezza per tutto il perimetro Sala e che, illusionisticamente, gira lungo la sua curvatura interna. L'affresco risulta eseguito su tre differenti stesure di malta: una comprende l'arco che delimita la nicchia (includendo anche le volute superiori della conchiglia) e le specchiature marmoree; una seconda giornata comprende la conchiglia e il cornicione; una terza e ultima giornata comprende la statua di Giunone con il suo basamento e lo sfondo della nicchia. Le tecniche di riporto del disegno utilizzate sono: incisioni dirette per l'arco, per le nervature della conchiglia e le sue volute; incisioni indirette per la statua di Giunone. Una battitura di filo al centro dell'arco che incornicia la nicchia rappresenta chiaramente una guida per il posizionamento del cartone. Si segnala anche la presenza di alcune linee di riferimento tracciate con terra di Sinope in corrispondenza dell'angolo superiore destro. Si tratta probabilmente di segni posti come guida per la collocazione dei cartoni dei vari elementi. Non si riscontra l'utilizzo di spolvero. Amedeo Belluzzi (1998) assegna a questo elemento della decorazione della Sala dei Cavali il numero 377.