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busto di Leone X

gemma

L'intaglio non è ricordato negli inventari precedenti a quello del 1704. Un intaglio con una rappresentazione della Pace, sempre in porfido e della stessa misura, si conserva nella collezione del Louvre (J.J. Marquet De Vasselot, "Catalogue sommaire de l'orfèvrerie, e l'emaillerie et des gemmes ", Parigi 1914, n. 810). Il ritratto di Leone X e la Pace si trovano rispettivamente sul diritto e sul rovescio di una medaglia (Hill 1930, I, p. 226, n. 872bis). Per l'estrema finezza dell'incisione è, però, da escludere che gli intagli di porfido siano serviti da matrici per coniare medaglie di bronzo; forse sono stati adoperati per medaglie di piombo (I. B. SUPINO, "Il Medagliere Mediceo nel R. Museo Nazionale di Firenze (secoli XV-XVI)", Firenze 1899, p. 217, n. 715). La collocazione del busto e il bordo sproporzionato, suggeriscono come prototipo una moneta antica, Ipotesi rafforzata dal tipo di tema scelto per il rovescio. È stata proposta l'attribuzione a Pier Maria Serbaldi da Pescia, che lavorava il porfido.


Busto di Leone X di profilo a sinistra. La pietra è circondata da una fascia di ferro.