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Pala Pitti o La Madonna dell'armato

matrimonio mistico di Santa Caterina da Siena e Santi

dipinto

Secondo il Vasari la pala fu dipinta da Fra Bartolomeo in sostituzione del 'Matrimonio mistico di Santa Caterina' che la Signoria di Firenze aveva acquistato dai frati di S. Marco e mandato in dono in Francia nel 1512 (il dipinto è oggi conservato al Louvre, cfr. Fischer 1982) . Lo storiografo aretino si sofferma a lungo sull'opera lodando la prospettiva e notando, come fa buona parte della critica moderna, le imitazioni da Leonardo nel colore e "negli scuri, dove adoprò fumo da stampatori, e nero di avorio abruciato". Nonostante la data 1512, apposta sulla tavola, da un documento del 5 gennaio 1513 (s. c. , che d'altronde era ancora 1512 nel calendario ab incarnazione) risulta che in quell'anno il dipinto doveva ancora essere collocato in chiesa. Ciò fa supporre al Borgo che l'opera fosse ancora in lavorazione a quella data, la stessa dello scioglimento definitivo della compagnia tra Fra Bartolomeo e Mariotto Albertinelli. Lo stesso studioso tende ad escludere la partecipazione dell'Albertinelli all'opera, proposta da Crowe e Cavalcaselle e dal von der Gabelent[3~sia per la mancanza di prove di appoggio tra i disegni e i documenti, sia perché ritiene che, a quella data, il pittore avesse già lasciato la bottega comune. In alcune parti del dipinto si nota l'intervento della bottega di Fra Bartolomeo, indicato anche dal Freedberg. Il von der Gabelentz suggerisce che il Frate possa essersi ispirato alla 'Madonna del Baldacchino' di Raffaello (ca. 1507, Firenze, Pitti) , ma sembra ancora viva in questo quadro anche il ricordo della 'Pala di San Zaccaria' del Bellini che egli può aver visto a Venezia nel 1508. Per ulteriore bibliografia sul dipinto cfr. von der Gabelentz H. , Paatz W. e E. , Borgo L.