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La Velata

ritratto di donna

dipinto

Da alcuni studiosi il personaggio è identificato con la Fornarina. Nel 1688 è citato in una stanza al secondo piano dello stesso palazzo; nel 1723 è ricordato al primo piano, nell'appartamento della principessa Violante, dove rimase fino al 1761. Con la ristrutturazione leopoldina della quadreria granducale fu portato nella Sala di Giove e attribuito a Sustermans. Nel 1810 risulta prima nella Sala di Apollo, poi, nel 1828 nella Stanza del'Educazione di Giove, ed infine, all'inizio del Novecento, nella Sala di Giove. L'attribuzione al Sanzio, sostenuta dal Passavant, ebbe poco seguito nell'Ottocento, probabilmente a causa delle molte ridipinture del quadro. L'autografia del dipinto è stata definitivamente accettata dalla critica solo all'inizio del Novecento. La datazione proposta dagli studosi oscilla tra il 1512-1513 e il 1515-1516.