You're viewing this item in the new Europeana website. View this item in the original Europeana.

Nettuno

La losanga ospita al suo interno una rappresentazione del dio Nettuno. La divinità è raffigurata nuda, stante, mentre poggia il piede sinistro su un delfino. Con la mano sinistra il dio afferra la coda dell'animale marino, mentre con la destra regge una brocca. Per l'accentuato slancio del corpo e delle membra, per la freschezza con la quale viene colto il gesto della figura e per la maniera disinvolta con la quale i dettagli si inseriscono nella composizione del rilievo, Ugo Bazzotti (Primaticcio. Un bolognese alla corte di Francia, 2005, p. 70), ravvisa in questo lacunare la mano di Francesco Primaticcio. Si noti, ad esempio, la delicata e minuziosa decorazione della brocca tenuta in mano da Nettuno. Amedeo Belluzzi (1998) assegna a questo rilievo in stucco il numero 297. La cornice che delimita lo spazio della losanga è decorata con un kymation (ionico), ed è stata eseguita per prima, a mezzo di stampo. All'interno dello scomparto è stata poi stesa la malta di fondo, sulla quale è stato riportato il disegno del rilievo. Sulla base di questo è stata poi modellata in loco la figura, realizzata su di un'anima in chiodi di ferro, conficcati nella muratura in laterizio della volta. Tanto la cornice quanto la figurazione sono eseguite in due strati: uno sottostante più leggero, poroso e grigio rosato, ed uno superficiale più chiaro e compatto. La finitura originale prevedeva uno scialbo a calce di cui sono rimaste poche tracce. L'azzurro del fondo del lacunare è di restauro, ma ripropone l'originale cromia cinquecentesca.